La critica

 

<<È la parte più bella del libro, la più coraggiosa, sorprendente. Dedita al gioco e all’afflato limpidissimo di un’amicizia amorosa veramente rara e moderna, ludica e angustiata insieme, supremamente edonista: “Non posso ma vorrei / accarezzare in punta di dita / i tuoi lineamenti fini; /…causare volutamente / il tuo aperto sorriso…” ...<omissis>...Romantico dichiarato, reoconfesso ma tanto più redento, Alfredo Marchegiani affida alle parole tutte le dolci intenzioni della sua giornata, caparbia di tenerezza, e incuriosita dalla poliedrica o frammentata verità di ogni affetto. Quasi un “accorato, dolce terrore” che lo “commuove vedendo un cielo”; e naturalmente lo “scuote ammirando una donna”.>>

(2007, Plinio Perilli)


<<Stilisticamente i risultati migliori ci sembrano delle lampanti ma inopinate verità scandite, registrate in brevi prose liriche ("Un ombrello bucato", "I pensieri in mano"), e soprattutto un certo qual garbo malinconico ma autoironico, che gioca colla propria stessa ipersensibilità: "Datemi un epsilon d'amore / piccolo a piacere; / per esso, in me, esisterà sempre un gamma / grande a piacere, / tale che la portata del mio amore / sarà sempre gamma volte maggiore / della vostra capacità / di accoglierlo." Dicasi, ci delizia Alfredo, "Primo principio dell'affettodinamica"...>>

(2003, Plinio Perilli, "GRADIVA" - International Journal of Italian Poetry - Number 23-24 Spring-Fall 2003)


<<Versi che sono di grande intensità e sapienza di ritmi e di immagini, nel cogliere esperienze e i movimenti della vita,>>

(2002, Prof. Lia Bronzi)


<<Ma è la sensibile poesia amorosa di A.G.M. che stupisce per la varietà delle emozioni e la bravura del verso ricercato e affranto, e soprattutto per la strana capacità di affidare anche all'amore il peso interiore e misterioso del pensiero.>>

(2002, Prof. Neuro Bonifazi)


<<[nella tradizione letteraria la poesia (maschile) che canta l'amore] La poesia di Alfredo Marchegiani non fa eccezione e si colloca a buon diritto, con tanta e fatale naturalezza discorsiva e con la sua squisita intensità di atteggiamenti, nel solco più importante e drammatico del genere.... (omissis)
Ma il suo linguaggio non è indefinito, al contrario è esplicito e particolareggiato e sempre sostenuto da una incisiva invenzione icastica pur nel sogno. ... (omissis)
Così anche la fine di questa pensosa e per molti versi drammatica poesia d'amore assomiglia, a suo modo (ed è un modo originale e fascinoso), a quella consueta alla tradizione della nostra, e non solo della nostra, letteratura amorosa...>>

(2002, Prof. Neuro Bonifazi)


<<Il buono risiede in un tuo carattere (che ti e' assai personale) ironico, scanzonato, agrodolce, che sa essere "giocoso" pur essendo serissimo e a volte tragico. Hai una buona capacità di sintesi, quasi icastica, nell'individuare e definire i tuoi moti e sentimenti e le sottili implicazioni psicologiche...>>

(1999, Luigi Fontanella, Professore presso la State University di New York)

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