Collezione l.c.
"luna crescente"
Indice
La tua giovinezza
In questa mia tristezza
Sabba
Troppo ti devo
Tu dici
Il giardiniere
Piccola rosa timida
Il giorno dopo
Cammino e calpesto
Interrogazione di Gelosia
La tua giovinezza è vitamina
per le mie sensazioni;
quando parli una freschezza
m'avvolge spensierata
e quella sottile,
minuscola speranza,
talmente impensabile
da rimanere nascosta
nell'oceano profondo;
talmente assurda
che la mente, timorosa,
solo la sfiora,
e non si sofferma;
quella speranza inconfessata
mi stimola e mi consola
e mi fa sentire
vivo.
In questa mia tristezza arcana,
piena delle delusioni di ogni uomo,
colma delle frustrazioni di tutti i giorni,
inerte contro il caso,
impotente contro i malvagi,
amara delle occasioni perdute,
in questa mia tristezza
sei tu la chiave
del mio sorriso.
Oggi dobbiamo brindare, oggi dobbiamo
dimenticare;
è giorno di gran festa, il nostro giorno.
Oggi è sbocciata una rosa,
quella rosa,
la nostra rosa.
Saltiamo, alziamo le braccia,
afferriamo i passanti, facciamoli ballare
con noi
questa danza della gioia,
il nostro sabba di felicità.
Troppo ti devo,
mai potrò pagare
un debito più grande.
Il tuo ardore giovanile,
offerto senza chiedere
cos'io possa farne,
è dono prezioso
è vino d'annata
è gioiello luminoso
è energia di supernova.
Così ti pongo sull'altare,
per adorare in te
la musa generosa.
Tu dici che con i miei abbracci
ti ho rubato tutto.
Che ti ho tolto le parole
e le ho sparse sulle nuvole;
le ho regalate al vento
perché il mondo sapesse
la tua passione.
E non sono più io il poeta,
non merito di esserlo
davanti a queste parole
che spiegano tutto.
Il vecchio giardiniere,
vicino al crepuscolo,
cura con amore infinito
la sua nuova pianta,
la sua più bella,
forse l'ultima che i suoi occhi
potranno godere
forse l'ultima che le sue mani
faranno fiorire.
E tutto il giardino
ride
e ogni altra pianta
sorride al giardiniere,
perché ognuna di loro
contribuì a creare
il suo fiore più bello.
Piccola rosa timida
che reclami le mie attenzioni,
i tuoi petali rosa
sembrano carne giovane;
sono labbra inesperte
che chiedono tenerezza.
Fiore carnoso,
su di te sono adagiate
piccole gocce di rugiada
come gioielli luccicanti;
tu canti la tua verginita
dedicata a me
e non riesco a coglierti,
perche vorrei che la tua bellezza
durasse infinita.
Sulle labbra ancora
il sapore dei tuoi baci
sulle mani la tua pelle
negli occhi i tuoi occhi
nel corpo il tuo calore
nei capelli il nostro sudore.
Sei ancora qui, il tuo corpo
che vuole il mio,
le tue labbra che cercano le mie,
la voglia di stringersi,
la meraviglia della scoperta,
antica eppur nuova,
di questo nostro amore.
Cammino e calpesto
Cammino e calpesto
la tua gioventù,
ignorando il tuo dolore,
teso all'egoismo
di un altruismo appagante.
Eppure, bocci di rosa
spuntano dalle mie impronte
arroganti,
come sterco di animale,
involontario concime.
Interrogazione di Gelosia Dove giace il confine fra gelosia e orgoglio? e quello fra scorno e desiderio? Perché il tuo sesso con lui mi sconvolge ma mi eccita, mi dispiace ma mi appaga? cos’è che vorrei: che tu vivessi la tua vita o che la vivessi io? Perché è così difficile capire, perché non è una scienza?