Collezione I 
 

 


Indice

Questo libro
Farfalla
Canzone
Essere in te
Il gelato
Comunità isolata
S'i fosse foco
Una tomba
Come Catullo
Devo dirtelo
Dovevo dirtelo


 

 

 

 

Questo libro

Questo libro è il mio canto
che non poteva essere cantato.
A questo libro ho affidato il mio amore
che nessuno voleva.
Queste righe mi hanno consolato,
queste pagine mi hanno aiutato
nello sforzo sovrumano
di non poter parlare.
Povera cosa, le mie parole scritte,
ma non avevo altro,
neppure chi ascoltasse.

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Farfalla

 

La mia disperazione si appunta su di te.
Come farfalla da collezione
il mio amore, congelato,
trafitto dalla tua indifferenza,
si mostra, bellezza impotente e sterile,
all’attenzione di nessuno
in questo museo vuoto.

 

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Canzone

 

Canzone forte, dille quanto l’amo,
urla la mia passione.
Canzone bella, racconta quel che sento
con le parole che non trovo,
con la musica che non so suonare.

Ma lei non vuole ascoltare: e ubbidisci
canzone amara, nascondile il mio amore,
canzone mia, stalle lontana!

Canta solo per me, canzone triste;
per difendere il mio amore dalla sua indifferenza;
per difendere lei dalla mia invadenza.
Vieni qui vicino a me, povera canzone,
e consoliamoci insieme, senza poter piangere.

 
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Essere in te

 

Diventare piccolo piccolo e penetrare in te,
nel tuo sangue, per portarti alimento.
Nei tuoi polmoni per respirare la tua aria,
nel tuo stomaco per cibarmi del tuo cibo,
nei tuoi occhi per vedere ciò che vedi tu.
Nella tua testa per ascoltare i tuoi pensieri,
per massaggiarti dove ti duole,
per cancellare le cose brutte,
per consigliarti, per ricordarti
quanto ti amo.

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Il gelato
(allegoria)

 

Un gelato, il migliore.
È bello,
colorato come un arcobaleno.
Profumato come un cesto di frutta, gustoso,
rinfrescante come un brezza d’agosto,
energetico, sano, buono.
Vorrei passare tutta la mia vita
a guardarlo, ammirarlo;
a odorarlo, leccarlo dolcemente,
succhiarlo, morderlo, mangiarlo,
ingoiarlo, farne parte di me.
E sgocciolarmi tutto,
sporcarmi i vestiti, le mani, il viso.
E se vivessi ancora vorrei passare
un’altra vita a ricordarlo.
Questo gelato è troppo dolce, per me.

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Comunità isolata

 

Devo disintossicarmi
da solo, in una stanza buia,
senza che nessuno mi dica bravo,
senza che nessuno lo sappia.
Solo tu, forse, sai.
Ma, a te, non interessa.

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S’i fosse foco
(un gioco)

 

S’io fossi fuoco, saresti acqua;
s’io fossi vino, saresti astemia;

s’io fossi virtù, saresti dannata;
s’io fossi vizio, saresti santa;

s’io fossi poeta, saresti analfabeta;
s’io fossi scienziato, saresti letterata;

s’io fossi bellezza, sfregeresti quadri;
s’io fossi bruttezza, li dipingeresti.

S’io fossi Alfredo, come sono e fui,
nemmeno mi vedresti, e penseresti altrui.

 
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Una tomba

 

Ho sofferto. E credevo che bastasse.
Il cadavere era freddo. L’ho sepolto.
L’ho coperto con tutta la terra del mio giardino.
Ho letto dei versetti, ho pianto in solitudine.

Ma un tuo sguardo e il dolore risorge,
divelge la lapide pur pesante che ho usato,
spazza via la terra e il fantasma m’insegue
e trascorro le mie notti sveglio, per non sognare.

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Come Catullo

Come Catullo, vorrei poter urlare:
"Restituiscimi i miei versetti, lurida puttana!"
Ma, quei versi, tu non li hai neppure letti.
E non sei una meretrice:
non ti dai a chiunque paghi,
ma selezioni, con attenzione,
solo chi serva ai tuoi scopi.

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Devo dirtelo

 

Io ti amo di un amore profondo.
Ti amo di un amore maturo,
con la passione di un ragazzo.
Lo sguardo dei tuoi occhi è un pugno
che mi colpisce il ventre;
la tua vicinanza mi indebolisce le ginocchia,
la tua voce m’incanta e non ascolto ciò che dici.
Accanto a te il respiro si affanna, vivo in un sogno.
Le tue mani m’inteneriscono,
mi gridano di baciarle.
I tuoi difetti diventano pregi
di cui non so più fare a meno.
Ogni istante senza vederti è una vita,
ogni gesto è per te,
ogni pensiero per te.
Ti amo, e devo dirtelo.

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Dovevo dirtelo

 

Il tuo sguardo non è più un pugno.
La tua bellezza se n’è andata,
le tue mani sono tornate ossute,
la tua voce troppo alta.
Non passo più i giorni ad aspettare
di poterti vedere, di poterti parlare.
Non mi domini più. Non soffro più.
Ma non riesco ad essere felice:
un amore così grande, quando finisce,
lascia un vuoto troppo grande.
Ti ho amata tanto, e dovevo dirtelo.

 

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